Arezzo - Un traguardo storico per il mondo orafo. La novità consiste nel poter determinare, finalmente, i "cali forfetari irrecuperabili", ossia, i cosidetti cali di lavorazione permettendo, così, di rivedere le modalità di gestione e di lavorazione dei prodotti. Dopo lunghe trattative e verifiche, dunque, il provvedimento deciso è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. "E' stato riconosciuto che i processi di lavorazione dell'oro, dalla materia prima al gioiello, comportano inevitabilmente una perdita percentuale di materiale prezioso. Era una questione che il nostro settore aveva posto all'attenzione da oltre tre anni - ricorda la Consulta Nazionale degli orafi, una struttura che riunisce CNA, Confartigianato, Confapi e Federorafi, Confindustria". La novità consiste nel fatto che per una serie di tipologie di prodotti sono stati identificati i coefficiente medi, in sostituzione di quelli precedenti che sono validi per le autorizzazioni alle temporanee esportazioni. Si è stabilito che per le catene piene, il calo forfetario irrecuperabile è del 2,2%, per le catene vuote e anelli a molla è del 4,0%, per gli altri oggetti di oreficeria e gioielleria a carattere prevalentemente artigianale è previsto un calo del 6,3%, per monete, semilavorati quali lingotti, fili e lastre la riduzione è dell'1%, mentre per fedi, cerchi, ciondoli e medaglie del 3%. Tali percentuali sono state decise dopo attente verifiche presso le aziende di Arezzo, Vicenza e Valenza tenendo conto dei diversi procedimenti di lavorazione. Il provvedimento è entrato in vigore nei giorni scorsi e stabilisce finalmente un punto di riferimento importante per gli operatori dopo decenni di certezze e si inserisce nel più ampio quadro delle richieste che le associazioni di categoria hanno presentato al governo quali il miglioramento delle leggi del settore, la tutela e la promozione del made in Italy e la reciprocità di trattamento per i dazi e l'armonizzazione all'interno della Unione Europea. Si tratta di iniziative e di impegni utilizzabili dalle imprese madre in Italy in un momento di particolare difficoltà per l'intero comparto.
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